Storia
Seconda guerra mondiale: cause, svolte e conseguenze, spiegate semplice
In 30 secondi lettura lampo
La Seconda guerra mondiale è il conflitto che tra il 1939 e il 1945 oppose gli Alleati — Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Unione Sovietica — alle potenze dell'Asse, cioè Germania, Italia e Giappone. Comincia il 1° settembre 1939 con l'invasione tedesca della Polonia, ma le sue radici stanno nei vent'anni precedenti: le condizioni imposte alla Germania dopo la Prima guerra mondiale, la crisi economica dei primi anni Trenta, l'arrivo al potere del nazismo e una serie di espansioni territoriali che le altre potenze accettarono senza reagire. Nel 1941 la guerra diventa davvero mondiale, con l'attacco tedesco all'Unione Sovietica e l'attacco giapponese a Pearl Harbor. Finisce con la resa tedesca del maggio 1945 e con quella giapponese, firmata il 2 settembre 1945. Le stime dei morti superano i 50 milioni, in maggioranza civili.
Punti Chiave
- Il conflitto si apre il 1° settembre 1939 con l'invasione tedesca della Polonia; Gran Bretagna e Francia dichiarano guerra il 3 settembre.
- Le cause vengono da lontano: le clausole del trattato di Versailles, la Grande depressione che dal 1929 colpisce la Germania e l'arrivo di Hitler alla cancelleria il 30 gennaio 1933.
- Nel 1938-39 Germania e potenze occidentali trattano invece di combattere: l'accordo di Monaco del 30 settembre 1938 consegna i Sudeti alla Germania, che nel marzo 1939 occupa il resto della Cecoslovacchia.
- L'Italia entra in guerra il 10 giugno 1940 a fianco della Germania; il 25 luglio 1943 cade il fascismo e l'8 settembre 1943 viene annunciato l'armistizio con gli Alleati.
- Le svolte militari arrivano fra il 1942 e il 1943: Midway nel Pacifico dal 4 al 7 giugno 1942, Stalingrado in Unione Sovietica, lo sbarco alleato in Sicilia il 9-10 luglio 1943.
- La Germania si arrende il 7-8 maggio 1945, il Giappone firma la resa il 2 settembre 1945 nella baia di Tokyo; poche settimane dopo, il 24 ottobre 1945, nasce l'ONU.
I numeri chiave
- oltre 50 milioni i morti del conflitto, 30 milioni nella sola Europa, oltre due terzi dei quali civili Fonte: Treccani
- 6 milioni gli ebrei assassinati nella Shoah, di cui circa 2,7 milioni nei centri di sterminio e circa 2 milioni in fucilazioni di massa Fonte: United States Holocaust Memorial Museum
- 24 milioni i morti totali dell'Unione Sovietica, il paese più colpito, in un bilancio mondiale che il museo stima in 15 milioni di caduti in combattimento e 45 milioni di morti civili Fonte: The National WWII Museum
L'Approfondimento
Non un giorno, ma vent’anni
Il 1° settembre 1939 la Germania attacca la Polonia. Il 3 settembre Gran Bretagna e Francia dichiarano guerra. Quella data apre il conflitto; per capire come ci si arriva bisogna tornare indietro di vent’anni, alla pace che ha chiuso la Prima guerra mondiale.
Il trattato di Versailles impone alla Germania condizioni che, come scrive Treccani, non potevano alla lunga essere accettate dai tedeschi. Diventano il terreno di coltura di una rinascita del militarismo e del nazionalismo. Al risentimento si aggiunge il crollo economico: alla fine del 1929 la Grande depressione arriva in Germania, la disoccupazione sale rapidamente e molti tedeschi si convincono che il governo non sia in grado di gestire la crisi. È una crisi ben più lunga e profonda di una normale recessione, e cambia il quadro politico.
I numeri elettorali raccontano il resto. Nel maggio 1928 il partito nazista prende il 2,6% dei voti. Nel settembre 1930 sale al 18% e diventa il secondo partito del parlamento; nel luglio 1932 arriva al 37% ed è il primo. Il 30 gennaio 1933 il presidente Hindenburg nomina Hitler cancelliere, dopo trattative riservate con politici conservatori convinti di poterlo controllare. Da lì la democrazia viene smontata dall’interno: l’incendio del Reichstag di fine febbraio permette il ricorso ai poteri d’emergenza, il 5 marzo 1933 si tiene l’ultima elezione multipartitica, il 23 marzo la legge dei pieni poteri consente al governo di legiferare senza il parlamento. A differenza di una rivoluzione come quella francese, qui il regime si insedia con elezioni e leggi.
La politica estera segue lo stesso metodo, e ogni richiesta accolta ne produce una successiva. La Germania esce dalla Società delle Nazioni, ripristina la leva e riarma apertamente; nel 1936 rimilitarizza la Renania; nel marzo 1938 annette l’Austria.
Esempio pratico: l’accordo di Monaco del 30 settembre 1938. Germania, Italia, Gran Bretagna e Francia decidono che la Cecoslovacchia deve cedere ai tedeschi la regione di confine dei Sudeti, dove vive una maggioranza di lingua tedesca. I cecoslovacchi non vengono invitati al tavolo, per esplicita richiesta di Hitler. È l’esempio più noto della politica di appeasement, cioè della scelta britannica di lasciar crescere il territorio tedesco senza opporsi. Cinque mesi dopo, nel marzo 1939, la Germania occupa e smembra il resto della Cecoslovacchia.
L’ultimo passaggio è dell’agosto 1939: Germania e Unione Sovietica firmano un patto di non aggressione con un protocollo segreto che si spartisce la Polonia. Pochi giorni dopo, la Polonia viene attaccata.
Gli anni in cui l’Asse sembra vincere
La prima fase è rapidissima. La Wehrmacht sconfigge la Polonia in poche settimane; nella primavera del 1940 tocca all’Europa occidentale, e il 22 giugno la Francia firma l’armistizio.
L’Italia entra in guerra il 10 giugno 1940 contro Francia e Gran Bretagna. Sul confine alpino combatte fra il 21 e il 23 giugno e si ferma con l’armistizio del 24. Il 28 ottobre 1940 attacca la Grecia, dove la campagna si risolve in un sostanziale fallimento: dopo una prima penetrazione in Epiro le truppe italiane devono arretrare. In Nordafrica la guerra è fatta di avanzate e ritirate alternate: dall’occupazione di Sidi Barrani, il 12 settembre 1940, fino all’ultima offensiva dell’Asse fra il 27 maggio e il 30 giugno 1942, che arriva a el-Alamein.
Il 22 giugno 1941 la Germania attacca l’Unione Sovietica con l’operazione Barbarossa. È la rottura del patto firmato meno di due anni prima, e apre il fronte su cui l’Unione Sovietica subirà il bilancio di vittime più alto fra quelli censiti dal National WWII Museum.
Il 7 dicembre 1941: la guerra diventa davvero mondiale
Le forze giapponesi bombardano la flotta statunitense a Pearl Harbor. In meno di due ore la flotta del Pacifico è devastata e più di 3.500 americani restano uccisi o feriti. Il giorno dopo il presidente Roosevelt si presenta al Congresso: il Senato vota la guerra all’unanimità, alla Camera l’unico voto contrario è quello della pacifista del Montana Jeannette Rankin, che ventiquattro anni prima aveva votato anche contro l’entrata degli Stati Uniti nella Prima guerra mondiale. La dichiarazione viene firmata alle quattro del pomeriggio dell’8 dicembre 1941.
Il conflitto europeo e quello asiatico si saldano tre giorni più tardi. L’11 dicembre 1941 il ministro degli Esteri tedesco Ribbentrop annuncia che la Germania si considera in stato di guerra con gli Stati Uniti, e l’Italia fa lo stesso; il Congresso approva nella stessa giornata le dichiarazioni contro entrambe. Il patto Tripartito del settembre 1940, che lega Germania, Italia e Giappone e cui aderiscono poi Ungheria, Romania e Slovacchia, non li obbliga a farlo: l’articolo 3 prevede l’assistenza reciproca solo se uno dei firmatari è attaccato, e a Pearl Harbor l’aggressore è stato il Giappone. Da quel momento gli Stati Uniti possono mobilitare pienamente le proprie risorse economiche e militari contro l’intero blocco dell’Asse, compresa la capacità produttiva che oggi sintetizziamo nel PIL.
Le svolte del 1942-43
Dal 4 al 7 giugno 1942 le marine statunitense e giapponese si scontrano alle Midway. Secondo il National WWII Museum quella battaglia rovescia l’andamento della guerra nel Pacifico a favore degli americani: il Giappone perde quattro portaerei e un incrociatore pesante contro una portaerei e un cacciatorpediniere statunitensi, e la sua marina, fino ad allora una delle più forti al mondo, ne esce indebolita in modo permanente. Fra il 1942 e il 1943 la battaglia di Stalingrado segna, per usare le parole di Treccani, la fine dell’impulso offensivo tedesco. E il 9-10 luglio 1943 gli Alleati sbarcano in Sicilia; l’isola cade il 17 agosto.
Il fronte italiano è quello che cambia più in fretta. Il 25 luglio 1943 il fascismo cade. L’armistizio con gli Alleati viene firmato in segreto il 3 settembre e annunciato l’8. Comincia allora la fase più lacerante della guerra combattuta in Italia: i tedeschi occupano il centro-nord, dove viene costituita la Repubblica sociale italiana con sede a Salò e sotto controllo tedesco, mentre si diffondono i movimenti di resistenza. Roma viene liberata il 4 giugno 1944 e il fronte tedesco in Italia crolla soltanto fra il 9 e il 24 aprile 1945.
Lo sterminio
Mentre la guerra si combatte, la Germania nazista porta avanti l’assassinio sistematico degli ebrei europei. Lo United States Holocaust Memorial Museum documenta sei milioni di vittime ebree, con questa ripartizione: circa 2,7 milioni uccise nei centri di sterminio di Chełmno, Belzec, Sobibor, Treblinka II e Auschwitz-Birkenau; circa 2 milioni in fucilazioni di massa condotte in oltre 1.500 località dell’Europa orientale occupata; fra 800.000 e un milione morte nei campi e nei ghetti per fame, malattia e violenza; oltre 250.000 in esecuzioni, pogrom e deportazioni forzate.
Il regime uccide anche milioni di persone non ebree: circa 3,3 milioni di prigionieri di guerra sovietici, circa 1,8 milioni di polacchi non ebrei, fra 250.000 e 500.000 rom, oltre 310.000 civili serbi, fra 250.000 e 300.000 persone con disabilità, oltre a oppositori politici, testimoni di Geova e altri gruppi.
Il museo spiega anche come si arriva a queste cifre: non esiste un singolo documento tedesco che registri ogni morte, e i numeri nascono dall’incrocio di documenti nazisti superstiti, studi demografici, testimonianze e archivi.
Come finisce
Il 6 giugno 1944 gli Alleati sbarcano in Normandia e aprono un secondo fronte che, insieme all’avanzata sovietica da est, costringe la Germania a combattere su due fronti.
La resa tedesca viene firmata a Reims, in Francia, il 7 maggio 1945 alle 2.41 del mattino: firma per la Germania il generale Alfred Jodl, per gli Alleati il tenente generale Walter Bedell Smith in rappresentanza di Eisenhower. Il documento fissa la cessazione delle ostilità alle 23.01 dell’8 maggio, ora dell’Europa centrale. Poiché i sovietici temono che la firma di Reims possa apparire una pace separata con gli occidentali, l’8 maggio a Berlino viene firmato un secondo atto, quello che vale come resa legale ufficiale del Terzo Reich.
Nel Pacifico la guerra continua ancora tre mesi. Il 6 agosto 1945 gli Stati Uniti sganciano una bomba atomica su Hiroshima, il 9 agosto su Nagasaki. Il 15 agosto il Giappone annuncia la resa; l’atto formale viene firmato il 2 settembre alle 9.04 del mattino nella baia di Tokyo, a bordo della corazzata statunitense Missouri, dal ministro degli Esteri Mamoru Shigemitsu e dal generale Yoshijiro Umezu, e accettato dal generale Douglas MacArthur per le potenze alleate.
Quanto è costata
Anche qui, come per il conflitto precedente, le cifre vanno prese per quello che sono: stime, con margini larghi e metodi diversi. Treccani indica oltre 50 milioni di morti, 30 milioni nella sola Europa, oltre due terzi dei quali civili. Il National WWII Museum, che conta separatamente le due voci, arriva a 15 milioni di caduti in combattimento, 25 milioni di feriti in combattimento e 45 milioni di morti civili.
| Paese | Morti militari | Morti totali |
|---|---|---|
| Unione Sovietica | 8.800.000-10.700.000 | 24.000.000 |
| Cina | 3.000.000-4.000.000 | 20.000.000 |
| Germania | 5.533.000 | 6.600.000-8.800.000 |
| Polonia | 240.000 | 5.600.000 |
Il museo stesso avverte che le stime variano molto da una fonte all’altra e che i soli morti civili cinesi potrebbero superare i 50 milioni. Molte voci sono indicate come intervalli: a questa scala i numeri esatti non esistono.
Il mondo che ne è uscito
La guerra si chiude anche fuori dai campi di battaglia. Mentre in Europa si combatte ancora, dal 25 aprile al 26 giugno 1945 i rappresentanti di cinquanta paesi si riuniscono a San Francisco per scrivere la Carta delle Nazioni Unite. Ratificata dai cinque membri permanenti — Cina, Francia, Unione Sovietica, Regno Unito e Stati Uniti — e dalla maggioranza degli altri firmatari, entra in vigore il 24 ottobre 1945, data che si celebra ancora oggi come giornata dell’ONU.
Sul piano degli equilibri, l’esito è la divisione del mondo in due blocchi guidati da Stati Uniti e Unione Sovietica, con la Germania spezzata in due e riunificata soltanto nel 1990. Il conflitto finito nel 1945 ha continuato a definire la geografia politica europea per quasi mezzo secolo.
Falsi miti
-
✗ Mito La guerra è scoppiata all'improvviso, nel settembre 1939.
✓ Realtà La data di apertura è quella, ma l'espansione tedesca era cominciata anni prima ed era stata accettata dalle altre potenze: rimilitarizzazione della Renania nel 1936, annessione dell'Austria nel marzo 1938, cessione dei Sudeti con l'accordo di Monaco del 30 settembre 1938, occupazione del resto della Cecoslovacchia nel marzo 1939. Solo con la Polonia Gran Bretagna e Francia decisero di reagire, due giorni dopo l'attacco.
-
✗ Mito L'Unione Sovietica è sempre stata dalla parte degli Alleati.
✓ Realtà Nell'agosto 1939 Germania e Unione Sovietica firmarono un patto di non aggressione con un protocollo segreto che spartiva la Polonia fra i due Stati. L'URSS entrò nel campo alleato soltanto quando fu attaccata, con l'operazione Barbarossa del 22 giugno 1941, e pagò poi il bilancio più alto fra quelli censiti dal National WWII Museum: 24 milioni di morti totali.
-
✗ Mito L'8 settembre 1943 la guerra in Italia era finita.
✓ Realtà L'armistizio annunciato l'8 settembre chiuse la guerra dell'Italia a fianco della Germania, non la guerra in Italia. I tedeschi occuparono il centro-nord, dove nacque la Repubblica sociale italiana con sede a Salò, e si aprì la fase della Resistenza. Roma fu liberata il 4 giugno 1944 e il fronte tedesco in Italia crollò solo fra il 9 e il 24 aprile 1945, un anno e mezzo dopo l'armistizio.
Mappa concettuale
Trascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
- Seconda guerra mondiale
- Le radici
- L'eredità di Versailles Clausole non accettate dai tedeschi, terreno per il nazionalismo.
- La Grande depressione Dal 1929 disoccupazione in crescita e sfiducia nella Repubblica di Weimar.
- Hitler al potere Cancelliere il 30 gennaio 1933, dittatura completata nel 1934.
- Le espansioni accettate Renania 1936, Austria 1938, Sudeti a Monaco, Cecoslovacchia 1939.
- L'apertura del conflitto
- Patto con l'URSS Agosto 1939, con protocollo segreto sulla Polonia.
- Invasione della Polonia 1° settembre 1939.
- Dichiarazioni di guerra Gran Bretagna e Francia il 3 settembre.
- Caduta della Francia Armistizio il 22 giugno 1940.
- L'Italia in guerra
- Entrata nel conflitto 10 giugno 1940 contro Francia e Gran Bretagna.
- Grecia e Africa Campagna greca dal 28 ottobre 1940, alterne vicende in Nordafrica.
- 1943, l'anno della rottura Sicilia in luglio, caduta del fascismo il 25, armistizio l'8 settembre.
- Resistenza e Liberazione RSI a Salò, Roma libera il 4 giugno 1944, crollo del fronte in aprile 1945.
- Dalla guerra mondiale alle svolte
- Operazione Barbarossa Attacco tedesco all'URSS il 22 giugno 1941.
- Pearl Harbor 7 dicembre 1941, gli Stati Uniti entrano in guerra.
- Le dichiarazioni dell'11 dicembre Germania e Italia dichiarano guerra agli Stati Uniti.
- Le svolte del 1942-43 Midway in giugno, Stalingrado, sbarco in Sicilia il 9-10 luglio 1943.
- Lo sterminio
- Sei milioni di ebrei Centri di sterminio, fucilazioni di massa, campi e ghetti.
- Le altre vittime Prigionieri sovietici, polacchi non ebrei, rom, persone con disabilità.
- Il problema dei conteggi Nessun documento unico, stime da fonti incrociate.
- La fine e il dopo
- Sbarco in Normandia 6 giugno 1944.
- Resa della Germania Reims il 7 maggio 1945, efficace l'8, secondo atto a Berlino.
- Resa del Giappone Bombe atomiche il 6 e il 9 agosto, resa annunciata il 15 agosto, firma il 2 settembre.
- Nascita dell'ONU San Francisco nel 1945, in vigore dal 24 ottobre.
- Le radici
Quiz: mettiti alla prova
Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.
Flashcards
Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.
Spiegalo con parole tue
Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.
La Seconda guerra mondiale è il conflitto che tra il 1939 e il 1945 oppose gli Alleati — Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Unione Sovietica — alle potenze dell'Asse, cioè Germania, Italia e Giappone. Comincia il 1° settembre 1939 con l'invasione tedesca della Polonia, ma le sue radici stanno nei vent'anni precedenti: le condizioni imposte alla Germania dopo la Prima guerra mondiale, la crisi economica dei primi anni Trenta, l'arrivo al potere del nazismo e una serie di espansioni territoriali che le altre potenze accettarono senza reagire. Nel 1941 la guerra diventa davvero mondiale, con l'attacco tedesco all'Unione Sovietica e l'attacco giapponese a Pearl Harbor. Finisce con la resa tedesca del maggio 1945 e con quella giapponese, firmata il 2 settembre 1945. Le stime dei morti superano i 50 milioni, in maggioranza civili.
Domande e risposte
Quando è iniziata e quando è finita la Seconda guerra mondiale?
Comincia il 1° settembre 1939 con l'invasione tedesca della Polonia, seguita il 3 settembre dalle dichiarazioni di guerra di Gran Bretagna e Francia. In Europa finisce con la resa tedesca firmata a Reims il 7 maggio 1945 ed efficace dalle 23.01 dell'8 maggio, ora dell'Europa centrale. Nel Pacifico la resa giapponese è annunciata il 15 agosto 1945 e firmata il 2 settembre nella baia di Tokyo.
Chi combatteva contro chi?
Da una parte gli Alleati, cioè Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Unione Sovietica, con la Cina e molti altri paesi; dall'altra le potenze dell'Asse, cioè Germania, Italia e Giappone, legate dal patto Tripartito del settembre 1940, cui aderiscono poi Ungheria, Romania e Slovacchia. L'Unione Sovietica passa dalla parte alleata solo dopo l'attacco tedesco del 22 giugno 1941: fino ad allora è legata alla Germania da un patto di non aggressione.
Quanti sono stati i morti della Seconda guerra mondiale?
Non esiste una cifra unica e le fonti serie lo dicono apertamente. Treccani indica oltre 50 milioni di morti, 30 milioni nella sola Europa, oltre due terzi dei quali civili. Il National WWII Museum conta 15 milioni di caduti in combattimento, 25 milioni di feriti e 45 milioni di morti civili, con l'Unione Sovietica a 24 milioni di morti totali e la Cina a 20 milioni, e avverte che le stime variano molto: i soli morti civili cinesi potrebbero superare i 50 milioni.
Perché si dice che la Seconda guerra mondiale nasce dalla Prima?
Perché le condizioni imposte alla Germania dal trattato di Versailles del 1919 non vengono accettate a lungo dai tedeschi e diventano, come scrive Treccani, il terreno di coltura di una rinascita del militarismo e del nazionalismo tedesco. La politica estera del regime nazista è apertamente revisionista: uscita dalla Società delle Nazioni, riarmo e ripristino della leva, rimilitarizzazione della Renania nel 1936, annessione dell'Austria nel marzo 1938.
Che cos'è stata la Shoah?
Lo sterminio sistematico degli ebrei europei da parte della Germania nazista e dei suoi collaboratori: sei milioni di persone uccise, secondo lo United States Holocaust Memorial Museum, di cui circa 2,7 milioni nei centri di sterminio, circa 2 milioni in fucilazioni di massa in oltre 1.500 località dell'Europa orientale occupata, fra 800.000 e un milione nei campi e nei ghetti per fame, malattia e violenza. Il regime uccide anche milioni di non ebrei, fra cui circa 3,3 milioni di prigionieri di guerra sovietici e circa 1,8 milioni di polacchi non ebrei.